In memoriam Anna Bisi
Il 3 ottobre scorso si è spenta Anna Bisi, la vedova di Tarcisio, il fondatore della Unitas. Nell’anno in cui la nostra associazione è giunta al suo ottantesimo, ci preme ricordare che Anna e Tarcisio condivisero oltre la metà di questo cammino di vita.
Anna non ne fu partecipe durante la prima decade. Ma lo fu dal 1956 in poi, quando scese da Deggio, suo villaggio natio, a Tenero per unirsi in matrimonio con Tarcisio. Se – come lei stessa affermava – a quell’epoca per una giovane cresciuta nell’alta Leventina la prospettiva di convivere con un marito cieco era motivo di non poche incertezze e paure, i dubbi si dissiparono ben presto. Parecchi soci di lunga data sono soliti ripetere: “dove c’era Tarcisio, c’era Anna” o “dire Tarcisio era come dire Anna”.
E ciò corrisponde al vero. Infatti Anna era pronta a dire “sì” a qualsiasi richiesta di Tarcisio, sia che si trattasse di un aiuto pratico nello sbrigare i suoi impegni quotidiani, sia che si trattasse di assecondarlo nella realizzazione delle iniziative che gli stavano a cuore: da Casa Sorriso bambini fin dal 1972, alla fase sperimentale di Casa sorriso Anziani a Someo nel 1983, al grande progetto di Casa Sorriso anziani a Tenero dal 1990. Anna era l’accompagnatrice fedele e immancabile ai vari incontri, alle gite e vacanze, ai ritiri spirituali estendendo le sue premure alle necessità di ogni partecipante; prestava la sua voce quale lettrice di audiolibri e del periodico sonoro “Ascendere”; collaborò seppur brevemente al Servizio tiflologico. Insomma, dalla metà degli anni Cinquanta alla metà degli anni Novanta del secolo scorso, quel Tarcisio, risoluto e deciso, che abbiamo imparato a conoscere è affiancato da Anna, una moglie che agisce nella discrezione, con il sorriso, lasciando però un segno indelebile.
Oltre a una famiglia di sei figli, Anna apriva le porte di casa sua per accogliere giovani ciechi e ipovedenti che seguivano corsi di scrittura Braille e di cucina; con la sua squisita generosità offriva ospitalità a coloro che si recavano a Tenero, dando vita a indimenticabili momenti di convivialità e di amicizia tra le mura domestiche di casa Bisi. Nel cuore di Anna c’era posto non solo per una famiglia numerosa ma anche per un’altra famiglia, quella allargata della Unitas che andava via via crescendo. Anna è stata per noi un esempio di altruismo, coraggio, forza d’animo e dedizione, sorretto dalla fede che proveniva da una salda impronta religiosa.
Soci, vertici associativi, collaboratori, volontari e amici della Unitas si stringono attorno a Mariagrazia, Mariapia, Cecilia, Michele, Giancarlo, Maurizio, nonché ai loro figli, nipoti e familiari, nell’esprimerle la loro gratitudine. Dire grazie significa rendere testimonianza di una autentica, generosa, e sincera amicizia, di un profondo senso di umanità, significa rendere testimonianza di un cammino compiuto in vera sintonia d’intenti con obiettivi e progetti comuni.